Ho fatto un sogno.

Mi chiamo Antonio e ho fatto un sogno.

 

Ho sognato di vivere in un paese di trentatremila anime, in cui c’era rispetto e decoro per l’ambiente.

 

Dove i miei concittadini “cinofili”, portavano a spasso i loro cagnolini, armati di scopino, paletta e busta e pulivano gli escrementi dei loro animaletti, dopo che avevano fatto i loro bisogni (ho sognato anche, di passeggiare sui marciapiedi, senza fare la gincana, per non pestare le merde dei suddetti cagnolini).

 

Ho sognato un paese, dove i miei concittadini non parcheggiavano le loro macchine, specie i SUV, di traverso sui marciapiedi, impedendo, non solo, ai disabili ma anche ai bambini di camminare regolarmente su percorsi sicuri.

 

Ho sognato un paese dove, la mattina quando uscivo di casa per andare al lavoro, non trovavo vicino al portone, decine di vuoti di birra, frutto di serate o nottate “randagie” di “poveri cristi” senza speranza, già sconfitti dalla vita.

 

Ho sognato un paese, dove non c’erano barboni, che in modo del tutto naturale, rovistavano nei cassonetti dell’immondizia, tirando fuori del cibo per mangiare, dagli avanzi o dagli scarti (anche perché nel sogno, ero sicuro di non vivere a New York).

 

Ho sognato un paese, dove non ero fermato ad ogni supermercato, semaforo o strada, da persone che mi chiedevano “per favore mi dai un euro?” E non trovare le parole per dirgli: “Ne avessi in abbondanza, te li darei volentieri, ma a malapena riesco a far quadrare i conti per mantenere la mia famiglia.”

 

Ho sognato un paese, in cui i ragazzi avevano rispetto per l’ambiente in cui vivevano e, non si mettevano a giocare con il pallone nelle piazze, tirando pallonate alle aiuole, alle panchine, ai lampioni.

 

Ho sognato un paese, in cui i genitori di quei ragazzi, davano l’esempio, facevano la raccolta differenziata: “Un sacchetto per le carte, uno per il vetro, uno per i liquidi…ecc… E dai! Che cazzo ci vuole!”

 

Ho sognato un paese, dove i politici locali non governavano il paese come “amministratori di condominio” distratti, ma facevano eseguire i lavori pubblici dati in appalto, con cura e attenzione, come se si trattasse delle loro proprietà private, come se si trattasse di pagare di tasca propria.

 

Insomma ho fatto un sogno. Per ora, era un sogno. Ma sono sicuro di potermi “svegliare”, e con me tanti altri…

Ho fatto un sogno.ultima modifica: 2013-04-13T17:10:52+02:00da antoniovin1
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